Artikel über meine in Lugano gezeigte Arbeit

"Bianca Ott è invece un'artista che vive e lavora a Basilea, dove è tesista in un master dopo la laurea in belle arti. La parte più interessante dell'intervista che il curatore Elio Schenini ha fatto a Bianca è quella nella quale la basilese parla del proprio corpo come di una superficie proiettiva sulla quale cimentarsi: la Ott è dunque un'artista del corpo; non a caso si esprime molto bene anche nello shooting fotografico come modella. Le sue artiste di riferimento sono Cindy Sherman e Marina Abramović .

A Lugano ha portato diverse cose, ma sopratutto “Streaptease”, un'istallazione costituita da un paio di jeans appena abbandonati sul pavimento e da una serie di salviettine struccanti 'imbevute' del proprio makeup, cioè anche di tracce della propria umidità, materialità e, in definitiva, della propria umanità. Un modo molto efficace di portare in scena l'artista, della quale l'osservatore percepisce la presenza immateriale, anche senza sapere come è fatta, perché può immaginarne l'odore ed il sapore. Streaptease, tutto sommato insignificante nel suo contenuto di colori e di segni, ha un potenziale conturbante che l'osservatore non superficiale può cogliere dentro sé. Nella sua umidità ed aromaticità immaginaria, Streaptease può essere considerata un'istallazione erotica, che va oltre la semplice provocazione. Un esempio di opera poco materica, che si colloca quasi del tutto all'interno della mente dell'osservatore."

Antonio di Biase

arte@varesenews.it

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